Linee curve in architettura con metalli e lamiere

metalliI classici angoli di 90 gradi sembrano non essere più apprezzati dagli standard di architettura contemporanea: oggi si tende a preferire le linee curve e ad affidarsi alle forme organiche. Al tempo stesso, però, si assiste a un ritorno in auge del metallo, grazie al quale è possibile beneficiare di risultati di livello elevato, soprattutto dal punto di vista estetico, sempre che venga riservata la giusta attenzione a ogni particolare. Il ricorso alle forme curve, combinato con l’uso dei metalli, fa sì che gli edifici abbiano un aspetto moderno: ma ciò vale anche per le facciate degli immobili, per i ponti o persino per le opere d’arte. Le lamiere ondulate sono indispensabili da questo punto di vista, ma altrettanto importante è il corretto utilizzo di macchinari come le curvatrici e le bordatrici.

Tutto si basa sulla piegatura della lamiera, che consiste nella deformazione permanente attraverso un’azione di flessione. Questa lavorazione è possibile perché i metalli sono caratterizzati dalla presenza di una fibra neutra al proprio interno, che è in grado di deformarsi senza che ciò comporti una sua contrazione o un suo allungamento; la fibra si trova nel mezzo dello spessore. Come è facile intuire, non tutti i metalli sono uguali tra loro, e per una piegatura adeguata ed efficace c’è bisogno di una selezione accurata del materiale, il quale deve essere contraddistinto da un grado di plasticità tale da prevenire rotture vicino alla piega.

Ma come avviene in concreto la piegatura? Essa determina il riscaldamento delle fibre interne e lo stiramento delle fibre esterne: anche per questo motivo è indispensabile determinare il ritorno elastico e correggerlo. La fibra neutra, di conseguenza, viene traslata in direzione della parte interna. Il fenomeno del ritorno elastico è causato, dopo la piegatura, dalla liberazione parziale delle tensioni interne che si sono accumulate.

Una delle tecniche di piegatura più utilizzate è quella della piegatura in aria, che si basa sull’impiego di un punzone collocato in alto. Esso, a mano a mano che scende, fa in modo che la lamiera venga pressata all’interno di una matrice a V. La penetrazione del punzone permette di compensare il ritorno elastico, ed è per questo che si verifica il cosiddetto over bending, il fenomeno per il quale si ottiene una piega superiore che consente di ottenere l’angolo voluto con la compensazione del ritorno elastico. L’angolo di piega dipende dalla profondità di pressione della lamiera.

La piega a fondo cava è un’altra delle soluzioni che possono essere adottate per curvare i metalli: nota anche con il nome di coniatura, si basa sull’azione di un punzone, per effetto del quale la lamiera viene pressata del tutto fino ad arrivare al fondo cavo della matrice inferiore. C’è da tener presente che questo procedimento impone l’impiego di utensili differenti a seconda dell’angolo che si desidera ottenere; in più è richiesta una grande forza di piegatura. D’altro canto, si può beneficiare di un livello di precisione decisamente alto, e inoltre l’angolo di piegatura può essere ripetuto in modo costante quasi come se si avesse a che fare con un processo di stampaggio. Da non dimenticare, poi, la tecnica della schiacciata, che permette di evitare spigoli liberi e in più consente di proteggere i bordi e la tecnica dell’ossidazione anodica, utile a proteggere il metallo dagli urti e dall’erosione data dagli agenti atmosferici.

Le strutture curve in alluminio, in acciaio inox e in acciaio possono essere sfruttate per una grande varietà di finalità architettoniche: si pensi, per esempio, alle strutture promozionali in 3D, ma anche ai rivestimenti o ai centri sportivi. Le potenzialità a disposizione sono pressoché infinite. Per conoscere le tecniche, gli strumenti e le potenzialità della piegatura delle lamiere, non solo in ambito architettonico ma anche nel settore industriale, si può fare riferimento a Imcar, realtà ben consolidata in questo campo.

 

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