La crisi dei compro oro in Italia

oro

oroNon è una situazione particolarmente florida per i compro oro in Italia, stando ai dati diffusi pochi giorni fa dal Sole 24 Ore.

La versione online del quotidiano di Confindustria ha riportato un’intervista rilasciata dal presidente di Antico (Associazione Nazionale Tutela il Comparto dell’Oro) Nunzio Ragno a Labitalia durante un evento a tema svoltosi al Polo Orafo del Tarì di Marcianise, in provincia di Caserta. Il convegno si intitolava “Evoluzioni sul commercio dell’oro e degli oggetti preziosi”.

“Si è passati dai 35mila compro oro e gioiellerie dell’inizio del 2013, ai 20mila di oggi, su tutto il territorio nazionale”, ha dichiarato Ragno.

La ragione di tale drastico calo, secondo il presidente dell’Antico è innanzitutto l’abbassamento delle quotazioni del metallo, che sul mercato di Londra è calato di circa 14 euro al grammo dal marzo 2013 a oggi. Per Ragno, altri fattori che hanno contribuito a determinare la chiusura di circa 15mila compro oro e gioiellerie sono l’esagerata concorrenza nel settore e il semplice fatto che i preziosi delle persone meno abbienti sono già stati venduti. “Secondo un nostro studio – ha continuato Ragno – soltanto il 60% della gioielleria prodotta dal dopoguerra al 2000 e rivenduta dal 2000 ad oggi è ancora di proprietà dei consumatori finali.

Sarebbe il peso di quest’ultimo fattore elencato dal presidente dell’Antico a differenziare l’Italia da altri paesi come per esempio la Svizzera, dove la crisi per i compro oro non è ancora arrivata in queste dimensioni.

Concludiamo l’articolo lasciandovi due link. Il primo, per ulteriori approfondimenti sulla crisi dei compro oro in Italia, il secondo per info sulla vendita oro a Roma, una delle più importanti città italiane.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *