Prestiti INPDAP senza busta paga, è possibile?

I Prestiti INPDAP sono quelli che l’INPS concede a qualsiasi dipendete pubblico italiano, anche pensionato, purché sia iscritto alla gestione creditizia separata. Per definizione quindi si tratta di prestiti impossibili per chi non possiede una busta paga perché, ipso facto, non dipendente pubblico. In realtà però è possibile sfruttare una sorta di escamotage, come possiamo leggere più precisamente alla pagina http://www.prestitoinpdapok.com/prestiti-inpdap-senza-busta-paga/. Si tratta di richiedere il prestito tramite un parente che sia pensionato o dipendente pubblico.

Come funziona

Per ottenere un prestito INPDAP senza busta paga è necessario avere un parente stretto, ad esempio un genitore o un nonno, che sia dipendente pubblico da almeno 6 mesi o pensionato di un ufficio o ente pubblico di qualsiasi tipo. I dipendenti pubblici infatti possono richiedere un prestito indicando come beneficiario un figlio o un nipote. Il prestito viene concesso praticamente sempre, in quanto i soldi vengono prelevati dal fondo appositamente stanziato, ogni 3 mesi, dall’INPS. I tassi di interessi sono particolarmente agevolati e le rate possono essere versate direttamente all’INPS. Volendo è possibile richiedere il prestito tramite gli istituti convenzionati, in genere le principali finanziarie presenti sul territorio italiano. Chi ha meno di 35 anni ed è parente stretto di un dipendente INPDAP può richiedere il cosiddetto prestito giovani, sempre tramite il congiunto; anche in questo caso TAN e TAEG sono particolarmente bassi.

Altri prestiti senza busta paga

In linea generale ottenere un prestito per chi percepisce una busta paga, sia essa uno stipendio o una pensione, è più facile rispetto le altre persone. Del resto il creditore ha la certezza che il debitore percepisce un reddito fisso, da cui otterrà il pagamento delle rate, magari attraverso il metodo della cessione dl quinto. Chi non può presentare una busta paga può però essere anche una persona facoltosa, ad esempio un libero professionista. In questi casi per ottenere un finanziamento è sufficiente presentare la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, che attesta l’entità delle sue entrate. L’istituto di credito comunque si preoccuperà di verificare la situazione creditizia del cliente. Può rappresentare un’entrata fisa anche il percepimento di un affitto o di un reddito da investimenti o di qualsiasi altro genere. Chiaramente l’entità dell’entrata porta la finanziaria a stabilire un tetto massimo per la cifra richiedibile in prestito. Per fare un esempio, se si percepisce mensilmente un affitto di 600 euro difficilmente si potranno affrontare rate superiori ai 250-300 euro da pagare ogni mese.

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