Russia pronta ad abbandonare il dollaro

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russiaSerguei Glaziev, consulente della Presidenza russa, ha predisposto uno specifico programma di azione per proteggere l’economia del paese, a fronte delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dalla Unione Europea.

Sono due i principali obiettivi del governo russo. Il primo, riuscire a rispondere tempestivamente  alle sanzioni imposte e dimostrare che la Russia è completamente autonoma dall’esterno. Si punta a   far calare la circolazione del dollaro e dell’euro nell’economia interna (per maggiori informazioni visita http://dollarocontroeuro.tumblr.com).

Secondo punto da perseguire è vendere i titoli appartenenti ai governi stranieri, con la Banca di Russia che dovrà a sua volta ridurre le sue scorte di dollari.

Viene consigliato infatti di usare la moneta russa e qualsiasi altra valuta che sia differente dal dollaro e dall’euro.

Pugno duro anche da parte del ministro dell’agricoltura russo, Nikolai Fiodorov, che di fronte alle  sanzioni degli USA e dell’Unione Europea, ha affermato che le importazioni di cibi da altri paesi saranno più che sufficienti a compensare l’embargo della UE.

Lo stesso consulente russo Glaziev ha messo in risalto come sarà molto semplice trovare altri distributori alternativi, nell’evenienza i paesi occidentali intimassero uno stop alle merci con la Russia.

Una serie di velate “minacce” che si sono susseguite dopo che il presidente degli USA Barack Obama si è dimostrato favorevole ad una estensione delle sanzioni contro la Russia a seguito della crisi ucraina.

Una situazione che genera malumori anche negli USA, in quanto pure nel paese a stelle e strisce sono forti dubbi sulla riuscita di isolare la Russia, una nazione che rappresenta la sesta economia del mondo, oltre ad essere il più grande esportatore mondiale di idrocarburi, di cui un terzo finisce per di più all’Unione Europea.

D’altro lato i paesi emergenti non sono d’accordo di isolare la Russia, con Cina e India che invece puntano a rapporti ancora più stretti con il paese di Putin. Insomma, la situazione si fa sempre più delicata.

 

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