Misurare i risultati è più importante che misurare il tempo

Quando si tratta di essere produttivi al lavoro, spesso ci concentriamo troppo sul tempo necessario per completare qualcosa, in contrapposizione a quello che abbiamo effettivamente realizzato in un giorno. Ad esempio, hai appena trascorso quattro ore a scrivere sole 2.000 parole? Potresti effettivamente sentirti un po’ depresso, in quanto sai di aver perso una bella fetta della tua giornata.

E se invece ti concentrassi di più sulla qualità del tuo lavoro? Potresti magari scoprire che quelle 2.000 parole sono in realtà 5 articoli da 400 parole per un blog importante, che hai formattato correttamente gli articoli, che hai aggiunto le migliori intestazioni, hai eseguito un controllo ortografico e hai aggiunto le immagini. Improvvisamente, ci si rende conto di aver fatto molto di più in quel lasso di tempo.

In effetti, una ricerca del team Behance ha scoperto che dare importanza alle ore e alla presenza fisica rispetto all’azione e ai risultati porta a una cultura dell’inefficienza (e dell’ansia). La pressione di dover stare seduti alla scrivania fino ad un certo tempo crea una cultura da “fabbrica” che ignora alcune leggi fondamentali della generazione delle idee e della natura umana. Innanzitutto, quando il cervello è stanco, non funziona bene. In secondo luogo, la generazione di idee avviene alle sue stesse condizioni. In terzo luogo, quando ti senti costretto a eseguire oltre le tue capacità, cominci a odiare ciò che stai facendo.

Insomma, un modo per aiutarti a misurare i risultati invece che il tempo è quello di generare liste fatte, una sorta di log continuo di tutto ciò che hai completato in un giorno. Mantenendo questa lista ti sentirai più motivato e concentrato, poiché potrai vedere cosa hai realizzato.

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