Confermato il caso di tetano a Torino

klebsiella oxytoca

Alla fine le indagini lo hanno confermato: la bambina di 7 anni che ai primi di ottobre era stata ricoverata all’ospedale regina Margherita di Torino è malata di tetano, così come i sintomi suggerivano. Già nelle ore successive al ricovero i medici avevano compreso che quelli erano i segnali della pericolosa malattia, e ora l’arrivo dei test del sangue è servito a confermare la diagnosi. Ricordiamo che la bambina non era stata sottoposta a vaccinazione dai suoi genitori, e che è stata invece sottoposta a terapia subito subito dopo il ricovero.

“La diagnosi clinica ci ha permesso di stabilire con certezza che si tratta di un caso di tetano” – ha quindi spiegato il dottor Giorgio Ivani, primario della Rianimazione, dove la paziente resta ricoverata, per poi precisa che, fortunatamente, le condizioni della malata “migliorano, ma molto lentamente”.

Ivani ha poi rammentato come “la letteratura indica un rischio di crisi per almeno trenta giorni” e che “trattandosi di una bambina piccola, che al momento del ricovero presentava sintomi importanti, è quindi necessario resti in Rianimazione, dove può essere tenuta sotto stretto controllo, per almeno un mese benché sia cosciente e orientata”.

Ad ogni modo, almeno per il momento gli esami non sono riusciti a stabilire in che modo la piccola abbia potuto contrarre il tetano. Sebbene la causa più comune della malattia siano le ferite, sul corpo non è stato riscontrato alcune segno di questo genere.

Ricordiamo infine come la vaccinazione contro il tetano è una di quelle che erano obbligatorie ancor prima del decreto Lorenzin e che grazie a ciò i casi infantili erano praticamente scomparsi da trent’anni a questa parte. Purtroppo, però, nel 2017 se ne sono registrati due: oltre a quello di Torino, anche uno in Sardegna. Più diffusi i casi di tetano nella popolazione adulta, visto e considerato che il vaccino garantisce infatti una copertura temporanea.

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