Fertilità, in occidente “spariscono” gli spermatozoi

Un recente studio condotto dall’Università Ebrea di Gerusalemme sottolinea come nel corso degli ultimi 40 anni, nel mondo occidentale, la conta degli spermatozoi presenti nel liquido seminale degli uomini si sia più che dimezzata, determinando una sorta di campanello d’allarme per la salute degli uomini nei Paesi sviluppati.

Per arrivare a tale risultato i ricercatori hanno analizzato 7.500 studi sullo sperma esaminati in tutto il mondo tra il 1973 e il 2011, pubblicando sulla rivista Human reproduction update alcuni numeri allarmanti: un declino del 52,4% nella concentrazione degli spermatozoi nella conta, con punte del 59,3% per quanto concerne gli uomini del Nord America, dell’Europa, dell’Australia e della Nuova Zelanda.

Certo, è ben difficile sostenere quanto questo possa realmente mettere a repentaglio la vita sul nostro Pianeta, ma il capo gruppo di ricerca Hagai Levine non sembra avere dubbi: “Quando abbiamo ristretto l’analisi agli studi condotti dopo il 1995, abbiamo visto che il declino sta continuando ad avanzare. Questo è un grande rischio per la salute” – ha dichiarato.

Un monito, quello di Levine, che è stato assunto con grandissima serietà anche da altri studiosi che pure non hanno partecipato alla ricerca, e che hanno definito come scioccante il risultato ottenuto dall’osservazione in questione. Naturalmente, non mancano i pareri più prudenti, come quello di Allan Pacey, dell’Università di Sheffield, secondo cui “questa ricerca va trattata con cautela perché il dibattito su questa questione non è ancora stato risolto e c’è ancora molto lavoro da fare”. Pacey, insomma, sminuisce i timori che invece sono stati espressi da altri ricercatori, pur aggiungendo come il declino della conta degli spermatozoi sia comunque innegabile, ma non tanto da mettere in pericolo la fertilità degli uomini.

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