Cala il reddito delle famiglie italiane

Secondo gli ultimi dati che sono stati elaborati dall’Istat e che recentemente sono stati diffusi, nel corso dell’ultimo trimestre 2016 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito di -0,6 per cento trimestre su trimestre in termini nominali e di -0,9 per cento trimestre su trimestre in termini reali. Tuttavia, le famiglie hanno incrementato i loro consumi (l’aumento è di mezzo punto percentuale trimestre su trimestre in termini nominali), attingendo al tasso di risparmio (che è diminuito di un punto percentuale su base congiunturale). Peraltro, nell’intero 2016 il reddito disponibile delle famiglie (sia in termini nominali che reali) risulta essere aumentato dell’1,6 per cento (un record da 15 anni per quanto riguarda il potere d’acquisto).

Passando invece alle imprese, i dati rilevano come nel corso del quarto trimestre, la quota di profitto delle società non finanziarie è aumentata di tre decimi di punto percentuale rispetto al trimestre precedente (a 42,4 per cento). Anche il tasso di investimento è salito, e lo ha fatto in misura maggiore (sei decimi di punto percentuale), a 20,5 per cento. Guardando al trend recente, la quota di profitto è risalita di quasi due punti rispetto al minimo toccato a 40,6 per cento il terzo il terzo trimestre 2012, il tasso di investimento di poco più di un punto rispetto al minimo di 19,3 per cento toccato più recentemente (sia tra fine 2013 e inizio 2014 che nel quarto trimestre 2015).

Infine, dagli ultimi aggiornamenti statistici è emerso altresì che il debito netto accumulato dalla Pubblica amministrazione sia stato confermato al 2,4 per cento del PIL per il 2016, in miglioramento rispetto al 2,7 per cento del PIL che invece era stato ricondotto nel 2015, con conferma dei dati preliminari che erano stati pubblicati qualche settimana fa.

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