Cos’è il benchmarking

Il Benchmarking è una tecnica di gestione volta a individuare le “migliori pratiche” in altre imprese e poi adottarle nella propria. Secondo la Keith Session e i suoi associati, in un articolo intitolato ”All Benchmarkers Now?”’, la pratica ha le sue radici negli anni ’50 dello scorso secolo, con l’applicazione del reverse engineering giapponese e del kaizen, ovvero del miglioramento continuo, introdotto da Toyota.

Il benchmarking, in altre parole, è una risposta competitiva: altri stanno facendo un lavoro migliore… come lo fanno? Facciamo la stessa cosa!

Secondo l’articolo di cui sopra, la pratica è poi stata introdotta negli Stati Uniti da Xerox e altre grandi banche, con la Xerox che ha però il merito di aver introdotto il primo libro sull’argomento dal responsabile del benchmarking dell’azienda negli anni ’80, laddove appaiono chiari i riferimenti sulla necessità di concentarsi su ciò che facevano i suoi concorrenti giapponesi. A questo “benchmarking competitivo” si è rapidamente aggiunto il “benchmarking generico”, in cui Xerox ha guardato oltre i concorrenti immediati, per includere aziende con buone pratiche ovunque si trovassero, dal settore delle ferrovie a quello delle assicurazioni e della produzione di energia elettrica.

Da allora il benchmarking è stato applicato in modo formale (secondo regole rigorose) in tutti i tipi di procedure tecniche e amministrative. La frase è stata utilizzata in modo un po’ generico per indicare qualsiasi tipo di confronto tra aziende e processi. Può essere applicata in modo molto ristretto a questioni come il tempo di download su Internet e in senso lato come il confronto tra le campagne di marketing online di due diversi specialisti.

In ogni caso, quel che emerge è che il benchmarking è diventato uno strumento di gestione ben diffuso nelle grandi aziende, sia come mezzo per rimanere competitivi sia per giustificare le proprie prestazioni.

Insomma, oggi il concetto di benchmarking è un concetto familiare alla maggior parte delle aziende e dirigenti, e continua a guadagnare consensi. Secondo l’ultimo studio di Bain & Co. sui Management Tools, che traccia gli strumenti che le aziende utilizzano per stabilire la direzione strategica, negli ultimi quattro anni il benchmarking si è mantenuto al secondo posto tra le varie tecniche utilizzate, con l’84% di tutte le aziende intervistate che lo usano. Solo la pianificazione strategica formale ha superato il benchmarking in tale classifica, a dimostrazione del boom conseguito e maturato da questo approccio.

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