Olio di sansa d’oliva: cos’è e come si ottiene

frantoio

Se siamo alla ricerca di olio di sansa in vendita sul web, probabilmente non avremo particolari problemi in termini di reperibilità: sarà che piace, sarà che fa bene o sarà che la gente comincia a conoscerlo un po’ più da vicino, fatto sta che questa particolare tipologia di olio la si trova con una certa facilità nei negozi di e-commerce specializzati. Acquistare olio di sansa sul web può voler dire assicurarsi un prodotto di qualità e a prezzi bassi, concludendo quello che in gergo viene a ragione definito come “un gran bell’affare”! Ma vediamo un po’ più nel dettaglio che cosa è l’olio di sansa e perchè sta riscuotendo un tale clamore anche presso i consumatori italiani.

L’olio di sansa di oliva è un olio che si ottiene raccogliendo il residuo della macinatura delle olive dopo che è avvenuta l’estrazione dell’olio: dal momento in cui questo residuo contiene ancora una piccola percentuale di olio, è del tutto fattibile sottoporlo a vari trattamenti col fine ultimo di dar vita ad un altro tipo di olio ancora. Più in particolare sono tre le varianti di olio che possono essere ottenute in seguito a trattamenti di questo genere: l’olio di sansa di oliva greggio, l’olio di sansa di oliva raffinato e l’olio di sansa di oliva.

Come si ottiene l’olio di sansa

Quando si macinano le olive, solo una piccola parte di queste si trasforma effettivamente in olio e tutto quel che rimane può perciò venire utilizzato ad un successivo trattamento. Ad un trattamento che appunto dia modo di ottenere altro olio. In particolar modo, se le olive sono state frante secondo il metodo tradizionale, la sansa può contenere su per giù il 6% di olio, mentre nell’ipotesi in cui siano stati utilizzati delle metodologie più moderne, la sansa si attesta in genere intorno al 3%. Da ciò si ottiene quindi l’olio di sansa grezzo che tuttavia non viene destinato al consumo poiché, per arrivare a quel punto, deve essere sottoposto ad altri cicli di lavorazione.

Quest’olio greggio viene sottoposto a raffinazione e successivamente miscelato con dell’olio vergine d’oliva (che non è esattamente la stessa cosa dell’extravergine) fino a diventare commestibile sotto il nome di olio di sansa di oliva. Praticamente il processo che si utilizza per la produzione di olio di sansa è nei fatti identico a quello che viene impiegato nella produzione di olio di semi, ma nel caso della sansa parliamo di un iter che permette di mantenere inalterato l’originario contenuto di acidi grassi e l’originaria predisposizione all’alta digeribilità.

Le caratteristiche dell’olio di sansa

A livello di caratteristiche, l’olio di sansa di oliva ha innanzitutto un grado di acidità non molto elevato, tanto che la sua stessa natura gli impone la soglia massima dell’1% in termini di acidità. Tuttavia ciò non gli è sufficiente per venir messo sullo stesso identico piano dell’olio extravergine di oliva poichè quest’ultimo, a livello di acidità, è ancora meno spinto: l’extravergine ha un’acidità di circa il 30% minore rispetto alla sansa. Sul piano gustativo, olfattivo e anche sotto un punto di vista nutrizionale, l’olio extravergine d’oliva rimane comunque il numero uno rispetto a un olio di sansa che, invece, poggia le proprie basi su una qualità generale sicuramente un po’ più scarsa (per questo stesso motivo lo troviamo a un prezzo più basso rispetto a molte altre tipologie di olio).

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