Assegno Unico marzo 2026: aumenti, arretrati e nuovo ISEE, chi riceve importi più alti - Prensa-latina.it
A marzo 2026 arrivano importi più alti per molte famiglie che ricevono l’Assegno Unico, grazie alla rivalutazione annuale degli importi e all’applicazione del nuovo ISEE aggiornato.
In alcuni casi il pagamento includerà anche gli arretrati relativi ai primi mesi dell’anno. Tuttavia non tutti i nuclei familiari vedranno un aumento automatico: tutto dipende dal valore dell’ISEE 2026 e dalla presentazione della nuova DSU.
L’Assegno Unico è infatti una misura che varia in base alla situazione economica della famiglia e viene aggiornato ogni anno sia in base all’inflazione sia ai nuovi indicatori economici dichiarati.
Come funziona l’aumento dell’Assegno Unico nel 2026
L’importo riconosciuto a marzo 2026 è il risultato dell’incrocio di tre elementi principali: il nuovo ISEE aggiornato, l’adeguamento annuale al costo della vita e il possibile recupero delle somme non ancora riconosciute nei primi mesi dell’anno.
La prestazione, infatti, viene calcolata sulla base dell’ISEE familiare, che ha validità annuale e scade ogni 31 dicembre. Se il nuovo indicatore economico risulta più basso rispetto a quello dell’anno precedente, l’importo dell’assegno può aumentare.
A questo si aggiunge la rivalutazione annuale legata all’inflazione. Per il 2026 l’adeguamento stabilito dall’INPS è pari all’1,4%, percentuale calcolata sulla base dell’indice dei prezzi registrato dall’Istat.
Poiché la rivalutazione decorre dal 1° gennaio ma i sistemi di calcolo vengono aggiornati solo nei mesi successivi, i pagamenti di marzo – generalmente previsti intorno al 19 e 20 del mese – includono anche il conguaglio delle somme spettanti per gennaio e febbraio.
I nuovi importi dell’Assegno Unico
Con la rivalutazione annuale sono state aggiornate anche le soglie ISEE e gli importi minimi e massimi del contributo.
Nel 2026 l’importo massimo riconosciuto per ogni figlio minorenne arriva a circa 203,80 euro al mese per le famiglie con un ISEE fino a circa 17.468 euro.
All’estremo opposto, per chi ha un ISEE superiore a 46.582 euro – oppure non presenta la dichiarazione – l’importo minimo scende a circa 58,30 euro mensili per figlio.
Tra queste due soglie l’assegno diminuisce progressivamente man mano che cresce il reddito familiare.
Le novità nel calcolo del nuovo ISEE
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune modifiche nel calcolo dell’ISEE che possono rendere l’indicatore più favorevole per molte famiglie.
Tra le novità più rilevanti c’è l’aumento della franchigia relativa alla prima casa. Il valore dell’abitazione principale non viene considerato nel patrimonio se non supera i 91.500 euro, soglia che sale fino a 120.000 euro nei capoluoghi delle città metropolitane.
Sono stati inoltre rafforzati i coefficienti familiari che riducono il reddito ISEE per le famiglie numerose. Le maggiorazioni aumentano progressivamente in presenza di due o più figli, rendendo l’indicatore finale più basso.
Un’altra novità riguarda l’esclusione dal patrimonio mobiliare di Titoli di Stato e buoni fruttiferi postali fino a un valore complessivo di 50.000 euro. Questo consente a molte famiglie di mantenere un ISEE inferiore e accedere a quote più alte dell’assegno.
Perché a marzo arrivano anche gli arretrati
Gli arretrati che alcune famiglie riceveranno con il pagamento di marzo possono derivare da due situazioni principali.
La prima è l’adeguamento automatico dell’1,4% legato all’inflazione, che genera un piccolo recupero sulle mensilità di inizio anno.
La seconda riguarda il ricalcolo effettuato dopo la presentazione del nuovo ISEE 2026. Se il nuovo indicatore dà diritto a un importo più alto, l’INPS riconosce anche la differenza rispetto alle somme già percepite.
Cosa succede se l’ISEE non è aggiornato
Per ricevere l’aumento completo e gli arretrati già a marzo, l’ISEE aggiornato doveva essere presentato entro il 28 febbraio 2026.
Chi ha rispettato questa scadenza riceverà automaticamente il ricalcolo con il pagamento di marzo, comprensivo delle differenze relative ai mesi precedenti.
Se invece la dichiarazione viene presentata dopo il 28 febbraio ma entro il 30 giugno 2026, gli arretrati restano validi ma verranno erogati nei mesi successivi.
Superata la scadenza del 30 giugno, invece, non sarà più possibile recuperare le somme arretrate maturate dall’inizio dell’anno. Fino all’aggiornamento dell’ISEE, le famiglie continueranno a ricevere solo l’importo minimo previsto dalla normativa.
